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Sommario
del numero 11
Editoriale
L'astronomia nella cultura di
Golasecca (II° parte)
di Adriano Gaspani
Chiaroveggenza
e magia di campagna
di Martin Martin
Simbologia Celtica
Il
Toro
Recensioni:
Carmina Gadelica
di Alexander Caermichael
Ballate:
Alain la Volpe
Agenda: Manifestazioni
Celtiche
di Marco Violet
Le Piante dei Celti: Il
Melo
di Giorgio M. Miramonti
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Editoriale
Alle
soglie di questo XX° secolo appena concluso ci
si può giustamente chiedere quale sia il
senso e l'importanza di una ricerca storica sul
passato come quella condotta dai Soci della
Société d'Histoire Celtique. Per
fortuna la cronaca delle scoperte archeologiche e
delle ricerche storiche di questo secolo ci da
forti motivi di incoraggiamento.
Se
molte false idee e credenze storiche precedenti
sono stati confutati e corretti, se nuove
prospettive sono state aperte e intere
civiltà come quella dei Leponzi, tornate
alla luce non è quasi mai stato per l'opera
dei "professionisti di stato" ma per la passione di
ricercatori e talvolta persino di "dilettanti", nel
senso di non organici alla struttura accademica
ufficiale, che con il loro lavoro e la loro
capacità di vedere oltre agli schemi hanno
saputo dirigere ed estendere i loro studi in
direzioni e campi altrimenti considerati
inopportuni.
Grazie a
storici e ricercatori non istituzionali, guardati
con sospetto, quando non addirittura denigrati
dall'establishment accademico, abbiamo assistito
nel giro di cinquant'anni alla riscoperta e alla
rivalutazione della civiltà dei Celti, alla
conferma delle sue ramificazioni e influenze ancora
presenti nella cultura europea dei nostri giorni.
Ciò che fino a poco tempo fa era negato con
autorevole disprezzo oggi viene accettato come
fatto accertato, anche se talvolta ancora con
inconscio fastidio.
Purtroppo,
in Italia, ancora troppi curatori di musei, invece
di mettere a disposizione le informazioni sui
reperti in loro custodia, svolgendo in tal modo il
compito di "conservatori" e "catalogatori" per cui
sono pagati, si comportano come i gelosi
proprietari di un bene che è, invece, un
patrimonio dell'intera comununità; e
guardano con sospetto chiunque chieda accesso alle
informazioni in loro "custodia".
Ma
poiché non ci può essere creazione di
un futuro senza la conoscenza del passato,
così ancora molto c'è da fare per chi
ama scoprire la realtà delle cose al di
là di mode transitorie o delle convenzini
culturali.
Così,
con umiltà e consapevolezza dei propri
limiti, ben venga dunque il lavoro di tutti,
Accademici, Curatori delle Belle Arti di Stato,
Storici, Scrittori, semplici appassionati e
"outsider", purché porti a un progresso
della conoscenza.
S.C.
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Simbologia
Celtica
Il
Toro
Nell'arte e nelle religioni antiche, le corna
degli animali hanno sempre rappresentato un segno
distintivo della forza e della capacità
riproduttiva del maschio. Animali-simbolo per
eccellenza, tra quelli dotati di corna, furono
sempre il Cervo per i popoli cacciatori e il Toro
per quelli a cultura prevalentemente agricola.
Il Toro è un animale primordiale, dalle
profonde valenze simboliche che presso i Celti
è stato generalmente inteso come il simbolo
per eccellenza della potenza virile. Il Toro viene
spesso identificato con la fecondità e la
forza creativa del Sole, ma quando è
cavalcato da Dee femminili o dalla Luna stessa il
Toro, o più spesso la Vacca, diviene allora
il simbolo del potere della Madre Terra, la forza
racchiusa nelle essenze umide e segrete della
Natura.
L'uccisione del Toro per l'avvento dell'anno
nuovo, sacrificio che nel culto di Mitra presso le
Legioni romane veniva effettuato il 25 Dicembre,
indicava la fine dell'Inverno e del regno delle
Tenebre, propiziando l'avvento della Luce e la
rinascita delle forze creative e rigeneranti della
Primavera. Presso i Celti tale sacrificio veniva
utilizzato nei momenti di maggiore
sacralità.
Plinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia,
descrive accurataamente il sacrificio di tori
bianchi collegato alla raccolta del vischio, mentre
nelle antiche epopee irlandesi il guerriero
è indicato metaforicamente come "toro della
battaglia" e il sacrificio di un toro è base
fondamentale del rito di incoronazione degli Ard-Ri
di Tara, i Re supremi d'Irlanda.
Gli stessi, numerosi, reperti archeologici
trovati nelle Gallie celtiche ci fanno pensare che
il Toro avesse presso i Celti continentali un posto
di primo piano tra gli animali simbolici,
possedendo forse persino una sua valenza religiosa
indipendente da quella degli esseri antropomorfi.
Statuette di tori con tre corna sono affiorate un
po' ovunque. (segue a pagina 19)
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CHIAROVEGGENZA
E MAGIA DI CAMPAGNA
di Martin Martin
Abstract:
Foresight
by Martin Martin
(Notes from "Report about Foresight" by Martin
Martin 1698)
Foresight is the incredible power to see
something invisible to the other people. This
vision power is so impressive to the foreseers that
they can't perceive or feel anything else apart
from their "vision" as long as it lasts. After
that, they could be sad or happy, it depends from
the vision they had.
For the full lenght of vision the foreseers have
eyelids lifted up and staring eyes.
This vision power is not directly hereditary
from the family and the very strange thing is that
the foreseer doesn't know when,where and what he
will foresees. Furthermore foreseers living far to
each other can have the same vision at the same
time.
La
Clarvoyance
de Martin Martin
(Extrait de: "Rapport sur la clairvoyance" de
Martin Martin 1698)
La clairvoyance est l'extraordinaire pouvoir de
voir un objet invisible aux yeux des autres. Le
moment de la vision est tellement frappant pour le
voyant, les paupières soulevées et le
regard fixe, que lui empeche de voir ou entendre
autre chose. Après la vision il peut etre
triste ou bien heureux selon la vision qu'il vient
d'avoir.
Le pouvoir de la clairvoyance ne peut pas etre
hérédité directemnet de la
famille et le voyant n'a aucune idée du
moment, du lieu et de quoi il va voir . Parfois la
meme vision peut etre commune à plusieurs
voyants même s'ils sont loin les uns des
autres.
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da: "Una relazione sulla
Seconda vista" di Martin Martin (Scozia,
1698)
La "Seconda Vista" è la singolare
facoltà di vedere un oggetto altrimenti
invisibile, senza adoperare da parte di chi "vede"
alcun mezzo fisico; e il potere della visione fa
una tale impressione sui veggenti, che essi, non
riescono a percepire o a sentire niente altro,
eccetto la loro " visione", finché essa
perdura: e dopo appaiono tristi oppure allegri, a
seconda dell'apparizione che hanno veduto.
Mentre "vedono" qualcosa, queste persone hanno
le palpebre sollevate, e gli occhi presentano uno
sguardo fisso fino al momento in cui l'immagine
svanisce. Di questo si accorgono tutti quelli che
possono osservare il fatto mentre avviene, e
più di una volta mi è capitato di
osservarlo di persona, insieme a persone che
stavano con me.
C'è una persona a Skye, alla quale si
arrovesciano così completamente le palpebre
quando è sotto l'effetto di una visione, che
dopo la scomparsa del fenomeno egli è
costretto ad tirarle giù con l'aiuto delle
dita, e qualche volta richiede questo favore ad
altri, sembrandogli questo un modo molto più
facile.
Questa facoltà della Seconda Vista non
viene ereditata per la via di una trasmissione
diretta in una famiglia, come qualcuno potrebbe
immaginare, perché sono a conoscenza di
molti genitori che ne sono dotati, mentre i loro
figli no, e viceversa. E nemmeno può essere
acquisita mediante qualche metodo conosciuto. E
dopo aver condotto le indagini più rigorose
su molti "veggenti", non ho mai potuto scoprire che
questa facoltà fosse trasmissibile in
qualsiasi maniera.
Il veggente non ha nessuna idea dell'oggetto,
del momento e del luogo in cui si
verificherà una visione, prima che questa si
manifesti; e la stessa immagine spesso può
esser veduta da diverse persone a considerevole
distanza l'una dall'altra.
Il modo più sicuro di sapere poi quando
l'oggetto e le circostanze della visione si
verificheranno, dipende dalla sua corretta
osservazione; e sicuramente molte persone di buon
giudizio saranno in grado di interpretare il
significato di una visione meglio che un veggente
alle sue prime esperienze.
Se un oggetto viene visto di primo mattino (il
che non è frequente), la visione si
avvererà entro poche ore. Se a mezzogiorno,
in genere si compirà entro lo stesso giorno.
Se la sera, forse durante la notte; se dopo che le
candele sono state accese, si compirà
durante la notte certamente; e una visione che
compaia in qualsiasi altra ora può
realizzarsi dopo settimane, mesi, e qualche volta
anni, a seconda dell'ora della notte in cui essa si
sia manifestata.
Quando appare un sudario avvolto attorno al
corpo di qualcuno, è questo un sicuro
pronostico di morte. Il momento della morte
sarà dedotto dall'altezza di esso attorno
alla persona; perché se non va più in
alto di metà corpo, la morte non
arriverà per lo spazio di un anno, e forse
anche per qualche mese di più; e come esso
viene visto risalire avvolto più in alto
verso il viso e la testa, v'è da concludere
che la morte è prossima e non più
lontana di pochi giorni, se non di ore, come
è confermato da frequentissime
esperienze.
Mi sono stati raccontati esempi di visioni di
questo genere, poi regolarmente avveratisi, mentre
le persone sulle quali si era avuta la visione
ancora godevano di perfetta salute.
Una volta fu prevista da un veggente che da poco
tempo aveva acquisito questa facoltà la
morte di una persona di mia conoscenza; questa
profezia fu comunicata soltanto a pochi, e con
grande riservatezza; e io stesso non me ne curai
affatto, fino a che la morte della persona proprio
nel periodo previsto mi confermò l'esattezza
della predizione. Il novizio che ho or ora
menzionato è adesso un abilissimo veggente,
come molti avvenimenti seguenti hanno dimostrato; e
vive nella parrocchia di St. Mary, la più a
nord di tutta l'isola di Skye.
Quando una donna vien vista comparire stando a
man sinistra di un uomo, è presagio che essa
diverrà sua moglie, sia essa già
maritata ad altri, oppure non maritata affatto al
tempo della visione.
Quando compaiono due o tre donne alla sinistra
di un uomo, colei che si trova a lui più
vicina diverrà senza alcun dubbio sua moglie
per la prima, e così via, anche se tutte e
tre, o l'uomo che compare insieme ad esse, siano
sposati al momento dell'apparizione; e di questo ho
avuto prove diverse e convincenti anche tra le mie
più vicine conoscenze. Cosa ordinarissima
è vedere un uomo che sta per giungere alla
casa subito dopo; e anche se il veggente non lo
conosce, può dare una descrizione
così accurata del suo aspetto, della sua
statura, del suo vestito e dei suoi lineamenti, che
non appena entra nella casa può essere
immediatamente riconosciuto in tutti gli aspetti
descritti. Se invece l'uomo così veduto
è una persona conosciuta dal veggente, egli
ne dirà anche il nome oltre a tutti gli
altri particolari; e pure potrà dire,
dall'espressione del viso, se sarà di umore
triste oppure allegro.
Io medesimo sono stato "visto" diverse volte nel
modo testé descritto da veggenti di entrambi
i sessi, e a molte miglia di distanza; per lo
più essi non mi avevano mai veduto prima di
persona, e le loro visioni non potevano che essere
involontarie e accidentali, perché non avevo
mai progettato in anticipo di recarmi in quei
luoghi, e il mio arrivo era sempre puramente
casuale.
Così pure è cosa comunissima per
essi di vedere case, giardini e alberi, in luoghi
spogli di ogni albero; e dopo un certo periodo la
visione si avvera: come a Mogstot, nell'isola di
Skye, in un luogo ove non v'erano che poche stalle
dal tetto di paglia, eppure pochi anni dopo si
avverò una visione che era apparsa spesso,
perché vennero costruiti parecchi begli
edifici proprio nel luogo indicato dal veggente, e
vi furono piantati anche dei frutteti.
Vedere una scintilla di fuoco cadere sul braccio
o sul petto di qualcuno è presagio che ben
presto nelle braccia di quella persona vi
sarà un bambino morto; e anche di questo vi
sono molte prove e testimonianze.
Vedere una sedia vuota mentre qualcuno vi sta
sopra seduto, è presagio di morte imminente
per quella persona.
Quando un veggente principiante, oppure uno che
abbia ricevuto tardi nella vita il dono della
Seconda Vista, ha una visione di notte e fuori di
casa, e poi si accosta accanto a un fuoco, subito
si accascia svenuto.
Alcuni hanno visioni in cui si trovano
circondati da un gruppo di gente, che stanno
trasportando il cadavere di un defunto in corteo
funebre; e dopo esperienze di questo genere il
veggente comincia a sudare copiosamente, e
può descrivere tutta la gente che era
presente nell'apparizione; può anche
riferire i nomi di persone da loro conosciute, se
presenti, come anche quelli dei portatori della
bara, ma mai può dire alcunché sul
cadavere.
Persone dotate di Seconda Vista possono anche
non avere una stessa visione mentre si trovano
assieme nello stesso luogo; ma se qualcuno dotato
di questa facoltà tocca un altro veggente
nel momento in cui si sta verificando una visione,
allora immediatamente il secondo veggente vede
perfettamente bene come il primo; e questo fatto
è stato spesso osservato da persone che si
sono trovate presenti in simili occasioni.
Esiste un modo di prevedere la morte di qualcuno
mediante l'ascolto di un grido che essi chiamano
'taisk', un termine che nelle Basse Terre della
Scozia viene spesso tradotto con la parola
"wraith", cioè fantasma.
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